Mappe Mentali: imparare divertendosi – Punto e Accapo

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Capita spesso che bambini e ragazzi non sappiano organizzare le nozioni apprese ascoltando maestri e professori, o leggendo un testo.
Oltre alla preoccupazione di genitori e insegnanti, questo genera conoscenze poco organiche, sfilacciate, lacunose. Alcuni elementi vengono memorizzati, ma le cause, il reale perché delle cose, restano degli interrogativi insondati (e spesso insondabili). Eppure, come non ricordare che uno schema accurato e delle informazioni ben organizzate hanno salvato più di un compito in classe, o di un esame. Senza considerare quanta fatica abbiano fatto risparmiare, nel momento in cui si affrontava il “ripassone” di interi capitoli.

E quando, alle otto di sera, nel pieno marasma che precede una verifica, il genitore chiede: “Ma perché non hai fatto uno schema di quello che hai letto?”, per tutta risposta ci si sente dire: “È faticoso”, “Non so da che parte cominciare”, “Sottolineo tutto e buonanotte”, “Mi perdo”.
Sintetizzare efficacemente, riuscire a cogliere il punto, individuare parole e concetti chiave non è un talento innato. In certi casi, in particolare per chi ha difficoltà con la lettura e la scrittura come i ragazzi con Disturbi Specifici dell’Apprendimento, può essere un’impresa realmente scoraggiante.
Per fortuna, esiste uno strumento molto valido e, diciamolo pure ai nostri figli, persino divertente, alla portata di tutti. Sono le Mappe Mentali, che aiutano nell’organizzazione delle informazioni, nella concentrazione e nella memorizzazione grazie all’utilizzo di immagini, disegni e colori.

Il Neurone insegna
Le Mappe Mentali rientrano nella categoria delle Mappe Creative, nascono dagli studi dello psicologo inglese Tony Buzan, che nel 1960 ha lavorato su strumenti che potessero contrastare lo studio mnemonico degli studenti.
Le ricerche di Buzan l’hanno condotto all’individuazione di una modalità che permette di rappresentare le informazioni e le idee coinvolgendo sia le funzionalità logico-razionali (per cui è dominante l’emisfero sinistro del cervello), sia quelle creative (emisfero destro).
Una Mappa Mentale consiste in un diagramma all’interno del quale i concetti vengono presentati in forma grafica. L’idea principale si trova al centro dello schema, mentre le informazioni e i dettagli d’approfondimento vengono legati secondo una geometria radiante. La sua struttura ha la forma di un neurone, proprio perché vuole mostrare le relazioni tra gli elementi così come avviene tra le cellule nervose.

Neurone-Mappa

Rispetto ad altre modalità di rappresentazione, le Mappe Mentali si caratterizzano per l’enfasi posta:

  • sull’associazione delle informazioni;
  • sull’uso di elementi d’impatto percettivo, come i colori, le immagini e i disegni, che stimolano la creatività di chi costruisce le Mappe e catturano l’attenzione di chi le legge.

Vedere per capire
La maggior parte degli studenti ha bisogno anche di vedere le informazioni per capirle meglio, e le ricorda con maggiore facilità quando sono associate alle immagini. Le Mappe Mentali si basano proprio su questo Visual Thinking, Pensiero Visivo, e possono essere impiegate per studiare sui libri e per rielaborare le lezioni ascoltate in aula perché:

  • permettono di richiamare facilmente le informazioni;
  • aiutano a fare brainstorming e a esplorare un’idea;
  • facilitano la comprensione e relazione, e connettono idee e concetti;
    aiutano a prendere nota;
  • rendono più facile organizzare le idee e i concetti.

Per imparare a creare e a usare le Mappe Mentali, Associazione PuntoUno propone agli studenti dagli 8 ai 24 anni un percorso di 5 incontri +1 di Follow Up. Se vuoi saperne di più, clicca qui.

Rachele & Il Team di Associazione PuntoUno

Robotica pomeridiana, appunti sparsi – Punto e accapo

Robotica22032014

Come ricorderà chi ci segue con affetto, sabato 22 marzo si è tenuto un appuntamento pomeridiano dedicato alla robotica educativa. La cornice era quella dell’Auditorium di via Valvassori Peroni 56, a Milano. L’incontro, organizzato da Lucy & Friends, ha visto i bimbi del Corso di Robotica di Associazione PuntoUno nel ruolo di tutor, per illustrare a grandi e piccoli il lavoro svolto durante le lezioni sotto la guida dell’insegnante Barbara. Oltre ai laboratori e ai playground dedicati ai giovani e giovanissimi incuriositi dalla robotica, Barbara e la sua Lucy & Friends avevano organizzato una coinvolgente presentazione, con interventi di docenti universitari, ricercatori e insegnanti impegnati in percorsi educativi sulla robotica all’interno della scuola, a partire da quella dell’infanzia.
Di seguito, qualche appunto e riflessione in ordine sparso:

I robot, più o meno “intelligenti”, sono ovunque. (Distinguersi da loro è, e sarà, sempre più difficile, ma non impossibile)

La tecnologia è sempre più bella, intuitiva e pervasiva. D’altra parte, però, sta diventando sempre meno “facile” e “necessario” capire come e perché le cose funzionano.

Professor Paolo Molena, della scuola Quintino Di Vona: “Il computer è un amico insidioso, perché fa sempre quello che vuoi tu”, frase da non dimenticare mai, indipendentemente dalla nostra età.

Il Team di Associazione PuntoUno