Punto di colore – Studiare solleticando la curiosità

Bambini e Musei

Le materie di studio non vivono solo all’interno di libri polverosi o “stropicciati”. Soprattutto, non sono lettera morta e sepolta sotto tonnellate di sabbia. Basta guardarsi intorno con curiosità, per veder spuntare nuove scoperte che, spesso, cambiano completamente ciò che si credeva di sapere. La Grande Rete, in questo senso, può essere d’aiuto, ma anche i periodici specializzati, le mostre tematiche e i musei fanno la loro parte per accorciare le distanze tra le discipline scolastiche e chi le frequenta, volente o un po’ nolente, tutti i giorni. L’importante, e in questo non può sostituirci nessuno, è comunicare ai nostri ragazzi l’entusiasmo e il fascino del conoscere e crescere insieme. Ed ecco una nuova chicca dall’Officina dei Compiti:

“Ciascun giorno è farsi un giro nella Storia”Musei Storia

C’è da studiare un argomento specifico di Storia, Geografia, Scienze, Arte, eccetera? Verificate se, nella vostra zona, c’è qualche mostra o museo che presenti collezioni relative all’argomento. La materia da studiare prenderà vita e diventerà più accesa la sfida a “saperne di più”. Oppure, cercate in biblioteca un film o un documentario. Per i più grandini, su Internet esistono video in lingua originale, oppure testi di canzoni piacevoli da tradurre.

Il Team di Associazione PuntoUno

ApPunto – Van Gogh alla Fabbrica del Vapore

Van Gogh 1

In questi giorni, Milano offre un proposta di mostra alternativa. Parliamo di oltre 3.000 immagini relative ai quadri del grande pittore olandese Vincent van Gogh (1853-1890), proiettate in alta definizione grazie all’innovativa piattaforma multimediale Sensory4, nei locali della Fabbrica del Vapore di via Procaccini 4.
La mostra dura fino al 9 marzo e propone un’esperienza emozionale e d’impatto che consente di navigare e d’immergersi nelle immagini, di viverle da vicino, di sentirle sulla pelle. I bambini rimangono affascinati, possono muoversi e ballare nelle opere, sdraiarsi o sedersi dentro i quadri, perché le proiezioni avvengono sulle pareti, sulle colonne e sul pavimento. Accanto alle immagini, scorrono i pensieri del pittore, che riportano alla terribile esperienza del periodo in manicomio e alle sue successive tappe artistiche: i ritratti, i campi fioriti, i mulini, gli scritti, le stanze.
La luce genera esperienze molto particolari, e i bambini indagano e s’interrogano, chi rimanendo educatamente seduto, aspettando che accada qualcosa, chi muovendosi nello spazio, cercando la fonte luminosa e l’origine delle immagini. Lo spaesamento iniziale si trasforma presto in entusiasmo: le mani giocano nelle ombre componendo un’immagine collettiva, le opere proiettate sui vestiti scatenano sorrisi, i bimbi saltano nei colori, forse ipotizzando che possa succedere qualcosa di ancor più straordinario.
Il gioco cromatico crea suggestioni da cui nascono racconti. Una volta a casa, il racconto iniziato durante la visita può proseguire, completando una bella esperienza familiare.
Tra l’altro, la mostra ci ha riportato alla memoria un gioioso percorso da noi progettato e gestito, ad aprile 2013, presso una scuola primaria di Milano, teso a rinforzare la coesione del gruppo classe e il senso d’appartenenza. All’interno de “I cappelli delle emozioni“, infatti, proiettavamo fotografie in una stanza buia. I bambini indossavano delle magliette bianche e così potevano muoversi, ballare e navigare dentro le immagini, sperimentando le emozioni in prima persona.

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Rachele e il Team di Associazione PuntoUno