Punto e accapo – Il nostro Teatro è un luogo di libertà

TeatroGioco

Nel teatro si compie una sintesi di tutte le forme artistiche.
Il teatro è un luogo in cui si incontrano ragione e affettività, razionalità e fantasia.
Il teatro è anche un luogo del gioco, che offre all’uomo la libertà del fare e del non fare. Questo momento rappresenta il massimo potere immaginativo e creativo.
Il metodo che accompagna il lavoro di Associazione PuntoUno si fonda su alcuni principi fondamentali che lo distinguono dai classici corsi di teatro. L’utilizzo del teatro, infatti, è mediato dall’animazione, che, attraverso tecniche mirate, favorisce lo sviluppo e il recupero di abilità sociali e personali, fa emergere potenzialità e sviluppa le capacità di comunicazione. La nostra proposta è un’esperienza che coinvolge la persona su tutti i piani: corporeo ed emotivo, in un clima di fiducia e di non valutazione. Il contesto è ludico. La fantasia e l’immaginazione, la creatività e la gradualità, permettono di porre maggiore attenzione al processo teatrale rispetto al prodotto finale (lo spettacolo sul palcoscenico).
È un metodo che vuole sviluppare una mente creativa, capace di prevedere,
produrre ed elaborare il cambiamento. Così, invece di chiudere e fare ordine apparente,
impariamo ad aprire le porte su nuove immagini ed esperienze. In questo modo, esploriamo punti di vista inediti della realtà e, quindi, svariate possibilità di rappresentarla. Nella nostra proposta, il grande obiettivo è unire la capacità “di pilotare” un processo con il coraggio e la libertà di “lasciar accadere”. Facendo scorrere dentro di noi il nostro racconto, impariamo a non essere coloro che dicono, ma coloro che vivono. Non siamo più “noi e i sentimenti”, ma “noi siamo i sentimenti”. Solo così i nostri racconti saranno più veri, più ricchi e più significativi.

Valentina e il Team di Associazione PuntoUno

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Punto e accapo – Il mimo parla!

Mimo Immagine

Poiché aveva imparato a parlare, l’uomo civilizzato per troppi anni ha sottovalutato il gesto. L’ha quasi dimenticato, atrofizzando le proprie attitudini a comunicare emozioni e azioni con il corpo attraverso la mimica.
Una stretta di mano è, a volte, più significativa di un lungo discorso; così un bacio, un abbraccio, una carezza o un pugno sul tavolo. Gesto e mimica sono il linguaggio dei primi uomini, restano quello dei bambini e sono arte. La mimica, infatti, diventa nel teatro la componente spettacolare e, allo stesso tempo, l’elemento determinante per caratterizzare un personaggio.
Grazie al mimo è possibile recuperare i valori del gesto, l’espressione del corpo, riconoscere e apprezzare i mezzi “naturali” d’interazione sociale a disposizione di ognuno, prima di ricorrere alla “tecnologia” della comunicazione di massa. Quando poi non avremo parola, o quella che pronunciamo non riuscirà a spiegarsi, ricorreremo alle smorfie e alla mimica, e con questa lingua potremo girare il mondo.
Mimare non è solo esprimere parole con i gesti, ma comunicare sentimenti con l’atteggiamento; è vivere, ma in silenzio. Il mimo dice più della parola, non la sostituisce.
È più veritiero perché immediato, mentre la parola è spesso controllata. Lo studio del mimo non dovrebbe essere riservato solo ai professionisti del teatro, ma a tutti coloro che, nella vita, sono interessati al proprio benessere personale e relazionale, alla consapevolezza della propria comunicazione. Per esempio, a quegli educatori, insegnanti e genitori, convinti che i bambini e i ragazzi si abituino o si esasperino alle troppe parole, mentre il gesto comunica con più discrezione, maggior sincerità e partecipazione affettiva. Nel linguaggio teatrale si parla di “rendere pulito il gesto”, “ripulire l’azione”. Ecco allora che, ripartendo dal mimo, la comunicazione nella propria quotidianità diverrà più semplice, rilassante ed efficace.

Valentina e il Team di Associazione PuntoUno