ApPunto – Sfide robotiche

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È un periodo denso di sfide per i robot e i loro industriosi creatori. I primi a scendere in pista saranno i giovani tra i 9 e i 16 anni, che il prossimo 26 gennaio si sfideranno nelle Interregionali del Nord‐Ovest della FIRST LEGO League (FLL). La competizione avrà luogo dalle 10:00 alle 18:00, presso la Sportarea di Via Giulia Mereu 28, a Cuneo, e vedrà impegnate 22 squadre formate da non più di 10 ragazzi e almeno un tutor adulto. Il tema della gara sarà la protezione dell’umanità e del pianeta dai disastri naturali. A questo scopo, ogni gruppo gareggerà con i robot a base di mattoncini e presenterà dei progetti scientifici. La FLL nasce, infatti, dalla collaborazione tra FIRST (For Inspiration and Recognition of Science and Technology, nata negli Anni ’90 negli Stati Uniti) e il gruppo LEGO, e accosta alla competizione di robotica una fase di ricerca ed esposizione.
I ragazzi dai 16 ai 20 anni, invece, saranno impegnati dal 31 gennaio al 1 febbraio in Germania, alla Technische Universität presso Monaco, partecipando alla FTC (FIRST Tech Challenge). In questo caso, oltre alla costruzione e programmazione di un robot, i team dovranno creare un Engineering Notebook che documenti la loro opera e il lavoro di squadra… in inglese. Noi di Associazione PuntoUno facciamo il tifo per i partecipanti e speriamo che, in un futuro non troppo lontano, anche i giovani scienziati che hanno partecipato ai nostri Laboratori di Robotica diano il loro geniale apporto alle sfide del domani.

Il Team di Associazione PuntoUno

ApPunto – Van Gogh alla Fabbrica del Vapore

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In questi giorni, Milano offre un proposta di mostra alternativa. Parliamo di oltre 3.000 immagini relative ai quadri del grande pittore olandese Vincent van Gogh (1853-1890), proiettate in alta definizione grazie all’innovativa piattaforma multimediale Sensory4, nei locali della Fabbrica del Vapore di via Procaccini 4.
La mostra dura fino al 9 marzo e propone un’esperienza emozionale e d’impatto che consente di navigare e d’immergersi nelle immagini, di viverle da vicino, di sentirle sulla pelle. I bambini rimangono affascinati, possono muoversi e ballare nelle opere, sdraiarsi o sedersi dentro i quadri, perché le proiezioni avvengono sulle pareti, sulle colonne e sul pavimento. Accanto alle immagini, scorrono i pensieri del pittore, che riportano alla terribile esperienza del periodo in manicomio e alle sue successive tappe artistiche: i ritratti, i campi fioriti, i mulini, gli scritti, le stanze.
La luce genera esperienze molto particolari, e i bambini indagano e s’interrogano, chi rimanendo educatamente seduto, aspettando che accada qualcosa, chi muovendosi nello spazio, cercando la fonte luminosa e l’origine delle immagini. Lo spaesamento iniziale si trasforma presto in entusiasmo: le mani giocano nelle ombre componendo un’immagine collettiva, le opere proiettate sui vestiti scatenano sorrisi, i bimbi saltano nei colori, forse ipotizzando che possa succedere qualcosa di ancor più straordinario.
Il gioco cromatico crea suggestioni da cui nascono racconti. Una volta a casa, il racconto iniziato durante la visita può proseguire, completando una bella esperienza familiare.
Tra l’altro, la mostra ci ha riportato alla memoria un gioioso percorso da noi progettato e gestito, ad aprile 2013, presso una scuola primaria di Milano, teso a rinforzare la coesione del gruppo classe e il senso d’appartenenza. All’interno de “I cappelli delle emozioni“, infatti, proiettavamo fotografie in una stanza buia. I bambini indossavano delle magliette bianche e così potevano muoversi, ballare e navigare dentro le immagini, sperimentando le emozioni in prima persona.

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Rachele e il Team di Associazione PuntoUno

Punto e accapo – Le lingue straniere sono il sale della vita

SaleInglese

Vi racconto questa: la mia famiglia, composta da italiani, olandesi e italo-olandesi, è in visita a Torino. È una giornata piena di nuove sensazioni e di turisti in fila per i musei della città. Siamo con la testa tra le nuvole quando, andando verso le ex-stalle reali, passiamo davanti alla vetrina di un ristorante. Camminando, leggo distrattamente la scritta sulla vetrina: “Sale ai piani superiori”. Interpreto male la prima parola e, per un momento, rimango perplessa: perché mai il sale dovrebbe stare solo ai piani superiori? Rendendomi conto dell’errore d’interpretazione linguistica mi scappa da ridere, e vengo interrogata sul perché di tale allegria. Quando spiego la mia errata connessione, la personcina italo-olandese accanto a me, che da qualche anno segue anche lezioni d’inglese, mi dice:
“Ah, pensavo che ci fossero i saldi ai piani superiori!”. E così lo spettacolo di strada dell’allegra compagnia della “commedia della confusione linguistica” è completo.
Tutto questo per parlare delle “lingue verbali”, quei bellissimi ma non sempre semplici strumenti che dovrebbero veicolare e, preferibilmente, facilitare la comunicazione tra le persone. Sapersi esprimere bene nella propria lingua, infatti, è una delle chiavi essenziali per la costruzione delle relazioni con gli altri. Ma come diceva Wittgenstein: “The limit of my language means the limit of my world”, una citazione che suona più o meno così: “Il limite della mia lingua è il limite del mio mondo”. Possiamo entrare in contatto con altre persone, scambiare esperienze, sensazioni e conoscenza arricchendoci a vicenda, finché abbiamo una lingua in comune che ci permette di comunicare. Per estendere il limite del proprio mondo serve l’acquisizione di una lingua straniera; spesso l’inglese, che per tanti italiani è un tasto dolente perché, pur possedendo le basi grammaticali per affrontare un discorso, incontrano l’ostacolo principale nella paura di commettere errori. Oltre ai noti vantaggi a livello cerebrale, dunque, è preferibile imparare una lingua straniera prima possibile, così da evitare che questo blocco mentale si formi e diventi difficile da superare. A volte non si immagina nemmeno quanto ci sia da imparare scherzando sui propri errori che, in realtà, sono frequentemente sintomo di grande flessibilità mentale. Per cui, mi passi il sale?

Marielle e il Team di Associazione PuntoUno

Una sorpresa per genitori gioiello

Smart Mom JewelryOK

Chi visiterà il salone Bimbinfiera di Novegro, durante il week-end del 5 e 6 ottobre 2013, troverà una bella sorpresa allo spazio Smart Mom Jewelry. Associazione PuntoUno offre, a tutti gli ospiti dello stand di Smart Mum, Padiglione C, stand n°4 un buono valido per…

Ti piacerebbe saperlo eh? Allora, mentre ammiri i giocosi gioielli Bebè Friendly di Smart Mom Jewelry, chiedi di Michelle e dille che ti manda Associazione PuntoUno!
Buona fiera e un caro saluto.

Valentina, Loredana, Marielle & Rachele