Il Massaggio infantile, un piacere naturale – Punto per Punto

Bimbo che dorme

La mia bimba ha poco più di 2 anni e, dopo tanto tempo, oggi pomeriggio le ho riproposto il Massaggio AIMI.
Non voleva saperne di dormire. Sul lettone l’attendevano i suoi pupazzi preferiti, ma niente: lei se ne stava ben distante e mi osservava con lo sguardo furbetto di chi ha sonno ma non intende mollare. In quel momento, mi si è accesa la lampadina e ho ricordato i suoi primi mesi di vita, quando il nostro rituale serale pre-nanna prevedeva un bel massaggio con tanto di olio e musichina di sottofondo. Allora, le ho chiesto se mi aiutava a massaggiare i bambolotti, come facevo con lei quando era più piccola. L’espediente ha funzionato: è arrivata al mio fianco e ha rilanciato, proponendosi al posto dei suoi amichetti di stoffa.
Ho iniziato dalle gambe, mi sono spostata con sicurezza attraverso il corpo per arrivare al viso. Qui mi sono soffermata, notando come cambiava la frequenza del respiro della piccola. Si è rilassata e, in un attimo, si è abbandonata tra le braccia di Morfeo. Questa volta non c’era la musica di sottofondo: le cantavo la ninna nanna dell’AIMI e lei mi accompagnava… la ricordava ancora. In fin dei conti, è passato un annetto, ma l’ha ascoltata molto.
Che bei ricordi e quante emozioni può risvegliare un massaggio.

Loredana & il Team di Associazione PuntoUno

Aiuto allo studio nell’Officina dei Compiti – Punto e accapo

OfficinadeicompitiLogo

In Associazione PuntoUno, ci troviamo spesso ad accompagnare i bambini e i ragazzi nel processo di autonomia che li porta a scoprire e costruire il proprio Metodo di Studio. L’obiettivo è raggiungere un buon equilibrio tra curiosità, motivazione e successo scolastico.
Il metodo è l’insieme dei procedimenti messi in atto per ottenere un risultato. Quando parliamo di Metodo di Studio, quindi, ci riferiamo a come trovare la via per raggiungere
i propri obiettivi di apprendimento nel modo più comodo e soddisfacente.

Esistono tre fattori che influenzano l’apprendimento. Oltre al Metodo di Studio, individuiamo le Caratteristiche personali e la consapevolezza dei propri Stili di Apprendimento, di cui parleremo in maniera più ampia in un futuro post. Queste tre componenti, affiancate, generano un circolo virtuoso che si autoalimenta. La motivazione e l’autoefficacia permettono lo sviluppo della soddisfazione, indispensabile all’apprendimento. Di conseguenza, il successo scolastico e personale che ne deriva riporta a potenziare e nutrire ulteriormente l’autoefficacia e la motivazione.

FrecciaCircolo

circolo


Dopo anni d’esperienza a stretto contatto con ragazzi e ragazze di ogni età, ci rendiamo sempre più conto di quanto sia importante insegnare loro a mettere in atto una serie di operazioni e strategie per studiare con meno fatica e più soddisfazione. Aiutare i ragazzi a creare dei contenitori, in cui riporre le informazioni da apprendere, permette di dare priorità e di capire cosa è essenziale sapere e cosa no. Imparare a smistare le informazioni e ordinarle secondo un criterio d’importanza consente di creare la consapevolezza del proprio apprendere, dell’impegno, degli obiettivi e dei risultati che si vogliono ottenere.

In Associazione PuntoUno abbiamo predisposto un percorso molto dettagliato per
i giovani che desiderano venire a studiare con noi:

  • I nostri pedagogisti ed educatori accolgono i ragazzi e i genitori per presentare l’Officina dei Compiti.
  • Nel primo incontro, i ragazzi rispondono a un questionario che indaga gli Stili di apprendimento e il loro Metodo di Studio. A questo segue una riflessione su quanto emerso, per aiutarli a prendere maggior coscienza di se stessi e del proprio modo di imparare.
  • In un secondo momento, il pedagogista si confronta con i genitori fornendo consigli pratici e operativi per lo studio.
  • I ragazzi che vorrebbero frequentare l’Officina dei Compiti firmano un Patto Educativo con i professionisti di Associazione PuntoUno, che permetta la condivisione di spazi e tempi vissuti insieme.
  • È quindi il momento di iniziare a lavorare in incontri individuali sul Metodo e sull’Approccio allo studio attraverso diversi strumenti quali le Mappe Concettuali, i Libri delle Regole, le 6W, il Visual Box Learning MethodTM, progettato e sviluppato dalla dott.ssa Spignoli e dalla dott.ssa Leuce di Associazione PuntoUno, e l’Edutainment.

Al termine di tale percorso, può iniziare la frequenza in gruppo. L’approccio pedagogico del Team di Associazione PuntoUno è sempre basato sull’Ascolto attivo e permanente nei confronti dei ragazzi e dei loro adulti di riferimento. Se volete condividere le vostre esperienze con noi, lasciateci un commento.

Rachele & il Team di Associazione PuntoUno

Punto di colore – L’Acchiappasogni che insegna l’inglese

AcchiappaSogni

Catturare e far avverare i propri sogni è più facile, grazie a questo Laboratorio fai da te.
Noi l’abbiamo messo in pratica con i bimbi di 6-10 anni impegnati nei fantasiosi viaggi del Corso English Adventure!, che si svolge tutti i lunedì dalle 17:00 alle 18:00 nella sede di via Martinetti 28. Per realizzare l’Acchiappasogni, servono elementi molto comuni e un po’ di pazienza. Come ciliegina sulla torta, vi consigliamo di ritagliare e incollare canticchiando la poesia del Dream Catcher. L’effetto magico è assicurato!

Occorrono:

  • Spago
  • Forbici
  • Nastro adesivo
  • Colla
  • Perline colorate
  • Cartoncino
  • Nastro colorato
  • Piume

The Dream Catcher Poem
Hanging by the window,
the dream catcher waits,
to catch me a dream, that’s hopefully great.

Quiet and still, it waits in the night,
to catch a dream, traveling in flight.

Its web is of leather, its feathers light,
the magic it works, carries great height.

Will it bring me a lover, a funny story or song?
or, will it bring nightmares
where everything goes wrong…

The time is now near, for me to lie down
and wait for a dream that’s happy and sound.

Dream catcher, dream catcher,
caution you please,
my heart is now calm, my mind is at ease

Go in the night and find what you will,
catch me a dream
that’s meaningful and still…

Il Team di Associazione PuntoUno

Punto e accapo – Alimentazione e consapevolezza

Alimentazione sostenibile

Proseguiamo la conversazione iniziata venerdì scorso con Laura, la nostra terapista alimentare. Oggi affrontiamo i temi legati all’alimentazione consapevole e
sostenibile. Per fissare un appuntamento con Laura Gaballo nella sede di via Faruffini 6, chiamateci allo 02/48752847 oppure scrivete a info@associazionepuntouno.net

In cosa consiste nutrirsi in modo consapevole?
Intanto, parli di consapevolezza che è la parola magica, secondo me. È importante, prima di tutto, comprendere i concetti che sono alla base di questa scelta alimentare. Personalmente, organizzo corsi di cucina in cui, oltre a preparare insieme del buon cibo, prevedo anche un’esauriente spiegazione teorica che aiuta a fare una scelta consapevole. Allo stesso modo, attraverso le consulenze alimentari, seguo individualmente chi vuole raggiungere il benessere attraverso l’alimentazione. Insomma, dobbiamo sicuramente sapere come nutrirci, ma ancora di più sapere perché scegliere certi alimenti, ridurne degli altri ed eliminarne completamente alcuni.
L’alimentazione naturale e sostenibile è basata fondamentalmente su cereali integrali in
chicco, verdure di stagione, legumi con un po’ di frutta e semi oleaginosi. Ogni pasto viene preceduto da una zuppa, che prepara lo stomaco ad accogliere il cibo. Si prediligono i cereali integrali in chicco, rispetto alle farine, in quanto sono l’alimento più equilibrato. Contengono, contemporaneamente, il seme e la frutta. Se piantiamo un chicco, germoglia. È un alimento che possiede una grande energia vitale. La verdura contiene abbondanti quantità di sali minerali, vitamine e i nutrienti necessari a creare la giusta armonia tra elasticità e tonicità nel corpo. I legumi sono semi e, quindi, hanno anche loro la capacità di germogliare. Donano anch’essi tanta forza vitale. In più sono dolci, contengono il 50% di carboidrati e percentuali di grassi decisamente minori rispetto ai derivati animali. È indispensabile conoscere anche i vari stili di cottura, perché ci sia un buon equilibrio nel piatto.

Hai usato il termine “alimentazione sostenibile”: a cosa serve, come si pratica, quali pregiudizi e resistenze si incontrano nel parlarne, e quali sono le sue basi scientifiche?
Si parla di “sostenibilità” riferita sia al corpo, sia al pianeta Terra. È un’alimentazione
che prevede la decisa riduzione dei derivati animali, tranne il pesce a carne bianca. Gli
allevamenti animali intensivi sono una delle cause principali dell’inquinamento terrestre e oggi gli animali vengono nutriti con mais e soia (spesso transgenica) e non vedono più prati verdi. Ciò crea acidosi, che impone un utilizzo enorme di antibiotici – che poi ci ritroviamo nella “fettina”, oltre all’uso di tranquillanti e ormoni.
L’alimentazione sostenibile è la cucina della Salute; qualsiasi cosa ingeriamo ha un effetto sul corpo. Per esempio, con l’orzo si può fare una meravigliosa zuppa con erbe aromatiche, si può macinare, trasformarlo in farina e fare il pane, oppure si può fermentare, distillare e ottenere il whisky. Gli effetti di questi tre alimenti (anche se l’alcool non è propriamente un alimento…) sul corpo sono completamente diversi: quelli del whisky sono noti ai più; con farina e acqua si ottiene una massa morbida che poi cotta in forno diventa dura e questo è l’esito che ha sul nostro corpo; invece, il cereale integrale in zuppa ha sicuramente un effetto salutare per i motivi di cui abbiamo parlato sopra.
L’alimentazione sostenibile può essere seguita semplicemente per un periodo, come programma di disintossicazione, oppure si può scegliere di nutrirsi in questo modo durante la settimana e concedersi delle “libertà” nel week-end, o, ancora meglio, come stile alimentare di vita. Le paure più grandi nei suoi confronti sono relative alla carenza di proteine, di sali minerali (il calcio, in particolare) e di vitamine. Per quanto riguarda le prime, non esiste alcun pericolo di carenza. Gli aminoacidi essenziali sono ampiamente contenuti nei derivati vegetali. L’assorbimento dei cibi che siamo normalmente abituati a mangiare, come la carne e lo zucchero, causa un forte depauperamento delle riserve minerali del corpo. Nel caso dei prodotti vegetali questo non avviene, anzi, sono fonti importanti di calcio, ferro e di tutti i sali minerali. L’unica carenza che si può creare dopo due o tre anni, se si decide di seguire un’alimentazione strettamente vegana, è quella della vitamina B12. In questo caso, va monitorata ed eventualmente integrata con integratori acquistabili in farmacia.
Per quel che riguarda le evidenze scientifiche direi che ormai ce ne siano più che a
sufficienza. Da un po’ è stato pubblicato anche in Italia il libro “The China Study” di Colin Campbell, che descrive in modo molto scientifico il più grande studio sull’alimentazione umana durato 27 anni. Il professor Veronesi parla da tanto tempo dell’importanza di una scelta vegetariana per prevenire i tumori.
Inoltre, è molto noto il progetto DIANA (Dieta e Androgeni) dellIstituto dei Tumori di
Milano. Già i primi due studi DIANA hanno dimostrato l’esistenza di una correlazione fra tipo di alimentazione e una minore incidenza di tumori alla mammella.
Oggi, lo studio DIANA 5, diffuso in vari centri sul territorio nazionale, mira a verificare la
prevenzione delle recidive del tumore al seno attraverso l’alimentazione e lo stile di vita.
Il progetto si è rivolto principalmente alle donne già operate di tumore al seno negli ultimi 5 anni, che si sono rese disponibili a seguire delle indicazioni alimentari specifiche e uno stile di vita con sport e movimento. Anche se i risultati finali si avranno l’anno prossimo, a oggi emerge già con chiarezza come il cibo sano, poco abbondante, e ricco di fibre e proteine di origine vegetale e povero di carne, possa essere un nostro potente alleato per mantenere e ripristinare lo stato di salute compromesso da una grave malattia come il tumore mammario.

Il Team di Associazione PuntoUno

Punto e accapo – Alimentazione, l’equilibrio vien mangiando

Cereali in chicco

In previsione di stagioni più calde, è arrivato il momento di mettersi un po’ in riga e scoprire come mantenersi in salute attraverso l’alimentazione. Per questo motivo, rivolgiamo qualche domanda a Laura, la nostra terapista alimentare che riceve nella sede di via Faruffini 6. Per fissare un appuntamento, chiamateci allo 02/48752847 oppure scrivete a info@associazionepuntouno.net

Ciao Laura, ti presenti ai nostri lettori?
Ciao a tutti, sono Laura Gaballo. Nasco come farmacista e, per un po’ di anni, ho svolto questa professione. Poi, gli eventi della vita hanno perfezionato la direzione del mio cammino. Ho frequentato per quattro anni una scuola per diventare counselor transpersonale e questo percorso ha coinciso con una mia grande crescita personale e spirituale. In cammino, sono approdata “per caso”, proprio il giorno in cui dovevo sostenere l’esame di abilitazione a counselor, in quella che poi è diventata la mia prima scuola di uno stile alimentare che, in realtà, è uno stile di vita.
Ho tre meravigliosi figli, tutti maschi ahimè. Scherzo… è che, ogni tanto, mi sento in minoranza.

Concentriamoci sulla terapia alimentare.
Ho seguito il percorso di terapista alimentare presso La Sana Gola di Milano. Poiché mi sono profondamente appassionata e ho sentito che tutto questo faceva parte di me (in realtà, fa parte di ogni essere umano), ho approfondito parecchi argomenti all’Ordine dell’Universo. Proprio quest’anno ho seguito un corso con il professor Franco Berrino  sulla cucina per la prevenzione delle malattie croniche.
Ci tengo a precisare che si parla di terapia alimentare perché la nostra salute è nelle nostre mani e, attraverso il cibo che ogni giorno ingeriamo, possiamo intervenire profondamente sulla nostra salute e aiutare i processi di guarigione, facilitando il lavoro del medico.

In un nostro articolo sui DSA, la psicologa Loredana Leuce metteva in luce la figura del Consulente Alimentare che, con una dieta personalizzata, può contribuire a ridare serenità al bambino e al resto della famiglia. Dal tuo punto di vista professionale, come l’alimentazione aiuta a raggiungere un maggior equilibrio tra mente e corpo?
L’alimentazione lavora moltissimo sugli aspetti emotivi. Basti pensare al fatto che ai soldati romani, per aumentare l’aggressività, prima di una battaglia si dava da mangiare la carne. Al contrario, sappiamo che il sapore dolce ci rilassa profondamente a tutti i livelli sia fisico, sia mentale: ricordiamo che è il primo sapore che conosciamo appena nati e arriva dal contatto e dal calore delle braccia della nostra mamma, che ci accolgono mentre ci allatta.
Ciò che vive il corpo si ripercuote sulla mente razionale, ma intesa anche in senso emotivo e spirituale. Di conseguenza, anche in termini di alimentazione, corpo e mente sono indivisibili.
Per quel che riguarda, in particolare, il Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività (ADHD), gli studi importanti sono quelli che accusano i coloranti e quelli che accusano lo zucchero. Qualche anno fa, è stato diffuso un grande studio in Inghilterra: è bastato tenere, per due settimane, i bambini senza nessun colorante artificiale in quello che mangiavano, e si è riscontrata una diminuzione della loro agitazione.
Gli alimenti ricchi di zucchero causano una situazione in cui gli ormoni dello stress sono attivi e provocano l’aumento del nervosismo sia nei bambini, sia negli adulti. Poi, sono state studiate anche altre cause del ADHD, e si è visto che molti di questi bambini così agitati sono allergici. Sappiamo che i bambini allergici hanno, o hanno avuto, un cattivo funzionamento dell’intestino.
È fondamentale, dunque, prestare grande attenzione verso ciò che mangiamo.

A che età è bene iniziare a curare l’alimentazione, e con quali criteri?
L’alimentazione va curata subito, fin dalla nascita. Il criterio più importante da tener presente è che i bambini mangiano quello che i genitori comprano e preparano per loro e per la famiglia. Se noi adulti abbiamo già un’alimentazione buona, i nostri bambini avranno anche loro un’alimentazione buona; non ci sarà nessun problema, mangeranno quello che mangiamo noi. Se abbiamo un’alimentazione cattiva e i nostri piccoli sono nutriti con alimenti a elevato indice glicemico e facendo spesso ricorso a cibi troppo raffinati, bisogna cambiare.
I figli fanno ciò che fanno i genitori. È essenziale che all’interno della famiglia si mangi in modo corretto.

Il Team di Associazione PuntoUno