Punto e accapo – Costruttori di futuro

Opera dell'artista Jim Denevan.

Opera dell’artista Jim Denevan.

“L’adolescenza è l’aurora della vita autonoma, l’epoca dell’apertura al mondo, delle possibili libertà mai prima possedute” (Arturo Casoni – neuropsichiatra dell’infanzia e dell’adolescenza, psicoterapeuta e psicoanalista – socio fondatore Istituto Psicoanalitico per le Ricerche Sociali – IPRS).

Quella tratteggiata dal dottor Casoni è, finalmente, un’immagine positiva ed emozionante degli adolescenti, oltre a costituire la premessa al corso d’aggiornamento “Counseling Familiare con famiglie di adolescenti” cui ho partecipato domenica 1 dicembre, all’interno del mio percorso di Formazione Permanente.
Nella giornata milanese, abbiamo recuperato cenni storici e siamo tornati all’eroe romantico, sognatore, volto alla libertà, agli ideali sociali e politici. Ci siamo immersi in un mondo affascinante, spesso difficile da comprendere per gli adulti. Tante immagini, tanti ricordi di noi da ragazzi, tanti ragionamenti fatti da noi ora adulti e tanto distacco generazionale.
Abbiamo parlato di Adolescenza Liquida e su questo aggettivo ci siamo soffermati in una tempesta di pensieri. In che senso liquida? Cosa significa pensare agli adolescenti in questi termini?
Il liquido riporta alla mente l’acqua, lo scorrere, l’energia in movimento, la potenza, la forza, la nascita, la fertilità e la mente creativa.
Il liquido assume la forma del suo contenitore, cambia colore, può diventare solido o gassoso. È uno stato che va accolto e curato, da non abbandonare a se stesso perché potrebbe tracimare. Necessita di argini che gli permettano d’esprimersi senza intrappolarlo in forme che non gli appartengono. “La liquidità rende un tessuto intriso dell’altro”: ragionando su questa metafora, possiamo immaginarci adulti e ragazzi che danno e ricevono gli uni dagli altri. E pensare all’adulto che può imparare da un adolescente, pur mantenendo il proprio ruolo, rappresenta un cambiamento culturale.
Ripenso ai ragazzi e alle ragazze incontrati negli anni e rivedo i loro volti, riascolto le loro voci, rivivo le esperienze fatte insieme quando, con la mente e lo spirito aperto alla loro meravigliosa spinta emozionale, riescono a trasmettere energia nascente e carica utopica.
Chiudiamo gli occhi e proviamo a imparare dai ragazzi. Smettiamo di considerarli in crisi, e diamogli la giusta dignità di Costruttori del Domani.

Rachele e il Team di Associazione PuntoUno

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