Punto e accapo – Le lingue straniere sono il sale della vita

SaleInglese

Vi racconto questa: la mia famiglia, composta da italiani, olandesi e italo-olandesi, è in visita a Torino. È una giornata piena di nuove sensazioni e di turisti in fila per i musei della città. Siamo con la testa tra le nuvole quando, andando verso le ex-stalle reali, passiamo davanti alla vetrina di un ristorante. Camminando, leggo distrattamente la scritta sulla vetrina: “Sale ai piani superiori”. Interpreto male la prima parola e, per un momento, rimango perplessa: perché mai il sale dovrebbe stare solo ai piani superiori? Rendendomi conto dell’errore d’interpretazione linguistica mi scappa da ridere, e vengo interrogata sul perché di tale allegria. Quando spiego la mia errata connessione, la personcina italo-olandese accanto a me, che da qualche anno segue anche lezioni d’inglese, mi dice:
“Ah, pensavo che ci fossero i saldi ai piani superiori!”. E così lo spettacolo di strada dell’allegra compagnia della “commedia della confusione linguistica” è completo.
Tutto questo per parlare delle “lingue verbali”, quei bellissimi ma non sempre semplici strumenti che dovrebbero veicolare e, preferibilmente, facilitare la comunicazione tra le persone. Sapersi esprimere bene nella propria lingua, infatti, è una delle chiavi essenziali per la costruzione delle relazioni con gli altri. Ma come diceva Wittgenstein: “The limit of my language means the limit of my world”, una citazione che suona più o meno così: “Il limite della mia lingua è il limite del mio mondo”. Possiamo entrare in contatto con altre persone, scambiare esperienze, sensazioni e conoscenza arricchendoci a vicenda, finché abbiamo una lingua in comune che ci permette di comunicare. Per estendere il limite del proprio mondo serve l’acquisizione di una lingua straniera; spesso l’inglese, che per tanti italiani è un tasto dolente perché, pur possedendo le basi grammaticali per affrontare un discorso, incontrano l’ostacolo principale nella paura di commettere errori. Oltre ai noti vantaggi a livello cerebrale, dunque, è preferibile imparare una lingua straniera prima possibile, così da evitare che questo blocco mentale si formi e diventi difficile da superare. A volte non si immagina nemmeno quanto ci sia da imparare scherzando sui propri errori che, in realtà, sono frequentemente sintomo di grande flessibilità mentale. Per cui, mi passi il sale?

Marielle e il Team di Associazione PuntoUno

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