English… BIG in Japan

Corso English Adventure 2

Il titolo che leggete qui sopra non ha nulla da spartire con quello della famosa canzone degli Anni ’80, ma tutto con la lezione di English Adventure! di ieri. Dopo un check-in dei passeggeri sempre più veloce e l’ormai tradizionale partenza con l’aereo dalla runway “Il Bosco Incantato”, siamo nuovamente atterrati sani e salvi nella sala Break “Giapponese”. Qui abbiamo messo alla prova la nostra dimestichezza con i chopstick (le tradizionali bacchette) pescando il popcorn, ma anche formulato continue domande in inglese, del tipo: “Can I have some water, please?”, “Can I have some more popcorn, please?”, per poi indovinare quale strana struttura commestibile si fosse formata sul “plate”. Ma era proprio quel che sembrava? Era proprio un albero? Yes,it’s a tree! E ci siamo tuffati nel disegno guidato di un albero, interamente in inglese, dalle “roots” al “trunk”, dal “branch” alla “leaf”. Quando tutti siamo stati soddisfatti del nostro lavoro, ci siamo chiesti se fosse un albero grande grande o meno. Yes, it’s a BIG tree! Per poi parlare degli alberi piccoli piccoli in Japan, i Bonsai, e disegnarne uno noi stessi. Parlando di alberi diversi, dei frutti e dei colori delle “leaves” in autunno, abbiamo ritagliato i disegni, incollandogli e aggiungendo “leaves” & “flowers” fatti con le “straws”, ossia le cannucce. Così abbiamo creato un bel ricordo alla nostra seconda giornata in Giappone.
Thanks boys and girls, see you next week! E, per cortesia, ricordate di portare una maglietta bianca usata (va bene anche di qualche taglia in più), per il viaggio di lunedì prossimo.
Corso English Adventure Japan

La scorsa settimana, invece, ci siamo concentrati sull’alfabeto, sulla scrittura, sulla direzione della lettura e, con i più grandi, sull’importanza delle capacità descrittive quando si impara una nuova lingua. Più siamo abituati a saper descrivere una parola che non conosciamo, o non ci viene in mente, più saremo in grado di esprimerci in un altro linguaggio. Ci spieghiamo meglio. È molto utile, certo, disporre di un ampio vocabolario, ma è stra-importante anche sviluppare il pensiero della “parola in alternativa”. Per esempio, se non conosciamo il termine “impennato” in english, ma vogliamo spiegare alla nostra amica inglese come Ludovico si è rotto il braccio andando a cavallo, possiamo anche dire che il suo destriero (che come la maggior parte dei cavalli ha quattro zampe) è rimasto con le due gambe posteriori per terra e con le due anteriori in aria, e che Ludovico è caduto. La nostra amica capirà certamente che il quadrupede si è impennato.

Una volta chiarito il principio della “parola alternativa”, i nostri giovani avventurieri si sono esibiti nelle descrizioni, accompagnate da molta mimica, di diverse situazioni. Alcune di queste non passerebbero il visto della censura🙂, ma ecco qualche esempio: “Piangere”, ossia ero triste ed è uscita dell’acqua dai miei occhi, e “Can I have some rice and chicken, please”, per dire che abbiamo fame, occupano già un posto di riguardo nell’album dei ricordi di Associazione PuntoUno!
Grazie e alla prossima,
Roberta & Marielle

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